Invocazione di pace in Vaticano – Abbas: desideriamo la pace per noi e i nostri vicini

8 giugno 2014 at 16:25

AP2433488_Articolo - CopiaPubblichiamo di seguito il testo integrale del discorso del Presidente Mahmoud Abbas in occasione dell’Invocazione per la pace in Vaticano:

Nel nome di Dio, sommamente Clemente, sommamente Misericordioso,

Sua Santità Papa Francesco, Sua Eccellenza Presidente Shimon Peres, Beatitudini, Onorevoli Sceicchi e Rabbini, Signore e Signori,

E’ davvero un grande onore per noi incontrarci di nuovo con Sua Santità il Papa Francesco a compimento del suo gentile invito a gustare la sua spirituale e nobile presenza, e ascoltare il suo pensiero e la sua saggezza cristallina, che promanano da un cuore sano, da una coscienza vibrante, come pure da un elevato senso etico e religioso. Io ringrazio Vostra Santità dal più profondo del cuore per aver intrapreso questo importante incontro qui in Vaticano. Allo stesso tempo, noi apprezziamo moltissimo la Vostra visita nella Terra Santa Palestina, e specificamente nella nostra città santa Gerusalemme e a Betlemme; la città dell’amore e della pace, e la culla di Gesù Cristo. La visita è un’espressione sincera della Vostra fede nella pace e un tentativo credibile per raggiungere la pace fra i palestinesi e gli israeliani.

O Dio, noi ti lodiamo sempre per aver fatto di Gerusalemme la nostra porta per il cielo. Come dice il Santo Corano, “Gloria a Lui, che ha fatto che il Suo servo viaggiasse di notte dal luogo sacro dell’adorazione al più alto luogo dell’adorazione, i cui dintorni Noi abbiamo benedetto”. Tu hai reso il pellegrinaggio e la preghiera in questo luogo gli atti migliori che i fedeli possono compiere in tuo onore, e hai espresso la tua promessa fedele con le parole: “Entrino nel Masjid come hanno fatto per la prima volta”. Dio Onnipotente ha detto la verità.

O, Dio del Cielo e della Terra, accetta la mia preghiera per la realizzazione della verità, della pace e della giustizia nella mia patria la Palestina, nella regione, e nel mondo intero.

Ti supplico, O Signore, in nome del mio popolo, il popolo della Palestina – musulmani, cristiani e samaritani – che desidera ardentemente una pace giusta, una vita degna e la libertà; ti supplico, O Signore, di rendere il futuro del nostro popolo prospero e promettente, con libertà in uno stato sovrano e indipendente. Concedi, O Signore, alla nostra regione e al suo popolo sicurezza, salvezza e stabilità. Salva la nostra città benedetta Gerusalemme; la prima Kiblah, la seconda Santa Moschea, la terza delle due Sante Moschee, e la città delle benedizioni e della pace con tutto ciò che la circonda.

Riconciliazione e pace, O Signore, sono la nostra meta. Dio, nel Suo Libro Santo ha detto ai fedeli: “Fate pace fra voi!” Noi siamo qui, Signore, orientati verso la pace. Rende fermi i nostri passi e corona di successo i nostri sforzi e le nostre iniziative. Tu sei il promotore della virtù e colui che previene il vizio, il male e l’aggressione. Tu parli e tu sei il più veritiero, “E se essi si inclinano verso la pace, inclinati anche tu verso di essa, e abbi fiducia in Allah. Ecco! Egli è colui che ascolta, colui che conosce”. Come dice il Profeta Muhammad, “Diffondete la pace fra voi”.

Oggi, noi ripetiamo ciò che Gesù Cristo dice rivolgendosi a Gerusalemme: “Se tu avessi conosciuto oggi la via della pace!” (Luca 19,42). Ricordiamo pure le parole di San Giovanni Paolo II, quando disse: “Se la pace si realizza a Gerusalemme, la pace sarà testimoniata nel mondo intero”. E allo stesso tempo, nella nostra preghiera di oggi, abbiamo ripetutamente proclamato per coloro che si impegnano per la pace: “Beati gli operatori di pace!”; e “Chiedete pace per Gerusalemme” come si dice nelle Sacre Scritture.

Perciò noi Ti chiediamo, Signore, la pace nella Terra Santa, Palestina, e Gerusalemme insieme con il suo popolo. Noi ti chiediamo di rendere la Palestina e Gerusalemme in particolare una terra sicura per tutti i credenti, e un luogo di preghiera e di culto per i seguaci delle tre religioni monoteistiche – Ebraismo, Cristianesimo, Islam – e per tutti coloro che desiderano visitarla come è stabilito nel Sacro Corano.

O Signore, tu sei la pace e la pace promana da te. O Dio di Gloria e di Maestà donaci sicurezza e salvezza, e allevia la sofferenza del mio popolo nella patria e nella diaspora.

O Signore, porta una pace comprensiva e giusta al nostro Paese e alla regione cosicché il nostro popolo e i popoli del Medio Oriente e il mondo intero possano godere il frutto della pace, della stabilità e della coesistenza.

Noi desideriamo la pace per noi e i nostri vicini. Noi cerchiamo la prosperità e pensieri di pace per noi come per gli altri. O Signore, rispondi alle nostre preghiere e dà successo alle nostre iniziative perché tu sei il più giusto, il più misericordioso, Signore dei mondi.

Invocazione di pace in Vaticano – Shimon Peres: abbiamo bisogno di pace tra eguali

8 giugno 2014 at 16:24

AP2433466_ArticoloPubblichiamo di seguito il testo integrale del discorso del presidente israeliano Shimon Peres in occasione dell’Invocazione per la pace in Vaticano. Mancano alcune aggiunte a braccio:

Sua Santità Papa Francesco, Sua Eccellenza Presidente Mahmoud Abbas

(Ringraziamenti)

Sono venuto dalla Città Santa di Gerusalemme per ringraziarvi per questo vostro invito eccezionale. La Città Santa di Gerusalemme è il cuore pulsante del popolo ebraico. In ebraico, la nostra lingua antica, la parola Gerusalemme e la parola “pace” hanno la stessa radice. E infatti pace è la visione stessa di Gerusalemme.

Come si legge nel Libro dei Salmi (122, 6-9):

“Chiedete pace per Gerusalemme. Vivano sicuri quelli che ti amano. Sia pace nelle tue mura sicurezza nei tuoi palazzi. Per i miei fratelli e i miei amici Io dirò: “Su di te sia pace”. Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene”.

Durante la Sua storica visita alla Terra Santa, Lei ci ha toccato con il calore del Suo cuore, la sincerità delle Sue intenzioni, la Sua modestia, la Sua gentilezza. Lei ha toccato i cuori della gente – indipendentemente dalla sua fede e nazionalità. Lei si è presentato come un costruttore di ponti di fratellanza e di pace. Noi tutti abbiamo bisogno dell’ispirazione che accompagna il suo carattere e il suo cammino.

Grazie.

Due popoli – gli israeliani e i palestinesi – desiderano ancora ardentemente la pace. Le lacrime delle madri sui loro figli sono ancora incise nei nostri cuori. Noi dobbiamo mettere fine alle grida, alla violenza, al conflitto. Noi tutti abbiamo bisogno di pace. Pace fra eguali.

Il Suo invito a unirsi a Lei in questa importante cerimonia per chiedere la pace, qui nei Giardini Vaticani, alla presenza di autorità Ebree, Cristiane, Musulmane e Druse, riflette meravigliosamente la Sua visione dell’aspirazione che tutti condividiamo: Pace.

In questa commovente occasione, traboccanti di speranza e pieni di fede, eleviamo con Lei, Santità, una invocazione per la pace fra le religioni, le nazioni, le comunità, fra uomini e donne. Che la vera pace diventi nostra eredità presto e rapidamente.

Il nostro Libro dei Libri ci impone la via della pace, ci chiede di adoperarci per la sua realizzazione.

Dice il Libro dei Proverbi: “Le sue vie sono vie di grazia, e tutti i suoi sentieri sono pace”.

Così devono essere le nostre vie. Vie di grazia e di pace. Non è per caso che Rabbi Akiva ha colto l’essenza della nostra Legge con una sola frase: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Noi tutti siamo uguali davanti al Signore. Noi siamo tutti parte della famiglia umana. Perciò, senza pace noi non siamo completi e dobbiamo ancora compiere la missione dell’umanità.

La pace non viene facilmente. Noi dobbiamo adoperarci con tutte le nostre forze per raggiungerla. Per raggiungerla presto. Anche se ciò richiede sacrifici o compromessi.

Il Libro dei Salmi ci dice: “Se ami la vita e desideri vedere lunghi giorni, trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra dalla menzogna. Allontànati dal male e fa il bene, cerca la pace e perseguila”.

Questo significa, che dobbiamo perseguire la pace. Ogni l’anno. Ogni giorno. Noi ci salutiamo con questa benedizione: Shalom, Salam. Noi dobbiamo essere degni del significato profondo ed esigente di questa benedizione. Anche quando la pace sembra lontana, noi dobbiamo perseguirla per renderla più vicina.

E se noi perseguiamo la pace con perseveranza, con fede, noi la raggiungeremo.

Ed essa durerà grazie a noi, a tutti noi, di tutte le fedi, di tutte le nazioni, come è stato scritto: “Essi trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci. Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo e non si eserciteranno più nell’arte della guerra”.

(A braccio ha aggiunto: “Cari amici, sono stato giovane, ora sono vecchio. Ho sperimentato la guerra, ho assaporato la pace. Mai dimenticherò le famiglie, i genitori ed i bambini che hanno pagato il prezzo della guerra. E per tutta la mia vita non smetterò di lavorare per la pace, per le generazioni che verranno. Prendiamoci per mano e costruiamo” un futuro felice “per i nostri figli”).

L’anima s’innalza alla lettura di questi versi di visione eterna. E noi possiamo – insieme e ora, israeliani e palestinesi – trasformare la nostra nobile visione in una realtà di benessere e prosperità. E’ in nostro potere portare la pace ai nostri figli. Questo è il nostro dovere, la missione santa dei genitori.

Lasciatemi concludere con una preghiera:

Colui che fa la pace nei cieli faccia pace su di noi e su tutto Israele e sul mondo intero, e diciamo: Amen.

Preghiera e invocazione per la pace – Giardini Vaticani – Domenica 8 giugno – REPLAY TV

8 giugno 2014 at 16:22

REPLAY TV – Rivedi adesso con noi dei Papaboys dai Giardini Vaticani (grazie al player streaming del Centro Televisivo Vaticano) la preghiera e invocazione per la pace in Medio Oriente e nel mondo di questa domenica 8 giugno 2014. Al termine della diretta il video resterà disponibile nella categoria “Terrae Sancte et Oriens di Papaboys.org. Papa Francesco ha invitato i Presidenti di Israele, Shimon Peres, e della Palestina, Mahmoud Abbas, per un’iniziativa di Invocazione per la pace, che avrà luogo nei Giardini Vaticani.

Pope Francis has invited the Presidents of Israel, Shimon Peres, and of Palestine, Mahmoud Abbas, for an Invocation for Peace, which will take place in the Vatican Gardens.

Qui puoi trovare i testi della preghiera

Invocazione per la pace in Vaticano: i testi della preghiera di ebrei, musulmani e cristiani

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Invocazione per la pace in Vaticano: i testi della preghiera di ebrei, musulmani e cristiani

8 giugno 2014 at 16:22

HPIM1198.JPGINVOCAZIONE PER LA PACE – I TESTI – Ci siamo! Si comincia nel pomeriggio di questa domenica con l’arrivo dei due presidenti in Vaticano; l’arrivo è previsto per Peres alle 18.15 e per Abbas alle 18.30, entrando dal Perugino e arrivando a Santa Marta.

Papa Francesco riceve distintamente l’uno e poi l’altro all’ingresso di Santa Marta, poi ha un breve colloquio, prima con l’uno e poi con l’altro all’interno di Santa Marta. Verso le 18.45 circa, i tre si incontrano nella hall di Santa Marta ed è presente anche il Patriarca Bartolomeo, che è arrivato a Roma già da ieri sera e ha celebrato questa mattina di domenica nella chiesa di San Teodoro, che è la chiesa della comunità greco-ortodossa e che abita a Santa Marta.

Padre Pizzaballa, custode di Terra Santa, sarà presente per aiutare lo svolgimento dell’incontro.

Primo momento: comunità ebraica

Parte prima: Rendimento di grazie per la Creazione (in ebraico)

Salmo 8
Al maestro del coro. Su “I torchi”. Salmo di Davide
[1] O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,
[2] con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
[3] Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
[4] che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?
[5] Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
[6] Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi:
[7] tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
[8] gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.
[9] O Signore, Signore nostro
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Salmo 147
Inno all’Onnipotente

 

[1] Alleluia.
Lodate il Signore:
è bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo come a lui conviene.
[2] Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.
[3] Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite;
[4] egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.
[5] Grande è il Signore, onnipotente,
la sua sapienza non ha confini.
[6] Il Signore sostiene gli umili
ma abbassa fino a terra gli empi.
[7] Cantate al Signore un canto di grazie,
intonate sulla cetra inni al nostro Dio.
[8] Egli copre il cielo di nubi,
prepara la pioggia per la terra,
fa germogliare l’erba sui monti.
[9] Provvede il cibo al bestiame,
ai piccoli del corvo che gridano a lui.
[10] Non fa conto del vigore del cavallo,
non apprezza l’agile corsa dell’uomo.
[11] Il Signore si compiace di chi lo teme,
di chi spera nella sua grazia.
[12] Alleluia.
Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion.
[13] Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
[14] Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.
[15] Manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.
[16] Fa scendere la neve come lana,
come polvere sparge la brina.
[17] Getta come briciole la grandine,
di fronte al suo gelo chi resiste?
[18] Manda una sua parola ed ecco si scioglie,
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
[19] Annunzia a Giacobbe la sua parola,
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
[20] Così non ha fatto con nessun altro popolo,
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.
Alleluia.
Breve intermezzo musicale
Parte seconda: Richiesta di perdono (in ebraico)
Salmo 25
[1] A te, Signore, innalzo l’anima mia,
[2] mio Dio, in te confido:
che io non resti deluso!
Non trionfino su di me i miei nemici!
[3] Chiunque in te spera non resti deluso,
sia deluso chi tradisce senza motivo.
[4] Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
[5] Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
io spero in te tutto il giorno.
[6] Ricordati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
[7] I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
[8[ Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
[9] guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.
[10] Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
[11] Per il tuo nome, Signore
perdona la mia colpa, anche se è grande.
[12] C’è un uomo che teme il Signore?
gli indicherà la via da scegliere.
[13] Egli riposerà nel benessere,
la sua discendenza possederà la terra.
[14] Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.
[15] I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
a lui che a uscire dalla rete il mio piede.
[16] Volgiti a me e abbi pietà,
perché sono povero e solo.
[17] Allarga il mio cuore angosciato,
liberami dagli affanni.
[18] Vedi la mia povertà e la mia fatica
e perdona tutti i miei peccati.
[19] Guarda i miei nemici: sono molti,
e mi detestano con odio violento.
[20] Proteggimi, portami in salvo,
che io non resti deluso,
perché in te mi sono rifugiato.
[21] Mi proteggano integrità e rettitudine,
perché in te ho sperato.
[22] O Dio, libera Israele
da tutte le sue angosce.
Salmo 130
Canto delle salite.
[1] Dal profondo a te grido, o Signore:
[2] Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.
[3] Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
[4] Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.
[5] Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
[6] L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle l’aurora,
più che le sentinelle l’aurora.
[7] Israele attenda il Signore
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione
[8] Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
Preghiera nel giorno del Kippur
Il tuo servo Davide disse davanti a te: “Chi può scoprire i propri errori? Liberami dagli errori nascosti”. Liberaci, O Signore nostro Dio da tutti i nostri peccati, purificaci dalle nostre impurità e inondaci di acqua pura e purificaci, come è stato scritto dai Tuoi profeti: “Vi cospargerò di acqua pura, e sarete purificati da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli io vi libererò”. Ed è detto: “Prendi le parole con te e ritorna dal Signore; digli: “Togli tutte le colpe; accetta ciò che è buono, e noi offriremo il frutto delle nostra labbra”. Tu sei misericordioso, accetti quanti ritornano a Te, e nel nostro pentimento, Tu hai già promesso, e nel nostro pentimento, i nostri occhi desiderano ardentemente vedere Te. E nel Tuo amore per noi, O Signore nostro Dio, che amasti Israele Tuo popolo nella Tua misericordia, e nella Tua pietà, Tu hai avuto compassione dei figli della Tua alleanza, e ci hai concesso il perdono dei peccati, il perdono delle colpe e l’espiazione del crimine.
Breve intermezzo musicale
Parte terza: Invocazione per la pace (in ebraico)
Preghiera di Nahman di Breslavia
Signore della Pace,
Divino Sovrano, al quale appartiene la pace!
Costruttore di Pace
Creatore di tutte le cose!
Sia Tua volontà porre fine alla guerra e allo spargimento di sangue nel mondo,
diffondere pace perfetta e meravigliosa in tutto il mondo,
così che le nazioni non leveranno la spada l’una contro l’altra,
né impareranno più la guerra.
Aiutaci e salva tutti noi,
fa’ che meritiamo di restare fortemente ancorati alla virtù della pace.
Fa’ che ci sia una pace vera e perfetta
fra ogni persona e il suo prossimo,
e fra marito e moglie,
e fa’ che non ci siano divisioni fra i popoli, neppure nel loro cuore.
Fa’ che ognuno ami la pace e persegua la pace
sempre nella verità e nell’integrità,
fa’ che non cadiamo preda delle divisioni
neanche quando provengono da quanti non sono in accordo con noi.
Fa’ che nessuno di noi mai disonori alcuno sulla terra,
grande o piccolo
e che davvero possiamo meritare di rispettare il comandamento
“ama il prossimo tuo come te stesso”,
con tutto il cuore, con tutto il corpo, con tutta l’anima e tutti i nostri averi.
Fa’ che ciò che è scritto sia realizzato in noi:
“Concederò la pace sulla terra,
e voi riposerete, e nessuno vi farà temere;
allontanerò gli animali pericolosi dalla terra,
e nessuna spada attraverserà la vostra terra”.
Dio che è pace, ci benedica con la pace!
Preghiera per la pace
Concedi pace, bontà, benedizione, grazia, amore e rispetto, e misericordia; a noi e a tutto il nostro popolo d’Israele e a tutto il mondo. Benedici tutti noi con la luce del Tuo Volto, Padre nostro. Perché con la luce del Tuo Volto, Tu ci ha dato O Signore nostro Dio, una Torah di Vita, amore e rispetto, e rettitudine e benedizione e misericordia e vita e pace. Sia la tua volontà benedire tutti noi con la Tua Pace.
Meditazione musicale ebraica

Secondo momento: comunità cristiana

Parte prima: Ringraziamento per la Creazione (in inglese)
Salmo 8
Lettura del Libro di Isaia (65,17-25)
[17]Ecco infatti io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, [18]poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, e farò di Gerusalemme una gioia, del suo popolo un gaudio. [19]Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto, grida di angoscia. [20]Non ci sarà più un bimbo che viva solo pochi giorni, né un vecchio che dei suoi giorni non giunga alla pienezza; poiché il più giovane morirà a cento anni e chi non raggiunge i cento anni sarà considerato maledetto. [21]Fabbricheranno case e le abiteranno, pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. [22]Non fabbricheranno perché un altro vi abiti, né pianteranno perché un altro mangi, poiché quali i giorni dell’albero, tali i giorni del mio popolo. I miei eletti useranno a lungo quanto è prodotto dalle loro mani. [23]Non faticheranno invano, né genereranno per una morte precoce, perché prole di benedetti dal Signore essi saranno e insieme con essi anche i loro germogli. [24]Prima che mi invochino, io risponderò; mentre ancora stanno parlando, io già li avrò ascoltati. [25]Il lupo e l’agnello pascoleranno insieme, il leone mangerà la paglia come un bue, ma il serpente mangerà la polvere, non faranno né male né danno in tutto il mio santo monte». Dice il Signore.
(Pausa di silenzio)
Preghiamo:
Dio Padre Onnipotente, noi qui riuniti, noi figli tuoi, Ebrei, Cristiani e Musulmani, tutti riconosciamo Te quale nostro Creatore. Veniamo per renderti grazie per la bellezza e la meraviglia della Tua creazione. Sei Tu, Dio Creatore, Padre di tutti noi, che ci hai posto nella Terra Santa, specialmente benedetta fra tutte le terre perché qui si è realizzata la storia della nostra salvezza. Il nostro ringraziamento condiviso per tutte le Tue benedizioni ci ricordi che siamo fratelli e sorelle, amati dall’Unico Dio nostro Padre, per Cristo nostro Signore. Amen.
Breve intermezzo musicale
Parte seconda: Richiesta di perdono (in italiano)
Lettura da una preghiera di San Giovanni Paolo II
Volgiamoci con fiducia a Dio nostro Padre,
che è misericordioso e compassionevole,
lento all’ira, grande nell’amore e nella fedeltà,
chiediamogli di accettare il pentimento del suo popolo
che umilmente confessa i propri peccati
e di concedergli misericordia.
Preghiamo che contemplando Gesù,
nostro Signore e nostra Pace,
i Cristiani siano capaci di pentirsi
delle parole e degli atteggiamenti
causati dall’orgoglio, dall’odio,
dal desiderio di dominare gli altri,
dall’inimicizia verso i membri di altre religioni
e verso i gruppi più deboli della società,
come i migranti e gli itineranti.
Preghiamo per tutti coloro che hanno subito affronti
contro la dignità umana e per coloro i cui diritti sono stati calpestati.
(Pausa di silenzio)
Padre di immensa misericordia,
il tuo Figlio, Gesù Cristo, giudice dei vivi e dei morti,
nell’umiltà della sua prima venuta
ha redento l’umanità dal peccato
e nel suo glorioso ritorno chiederà conto
di ogni peccato.
Concedi che i nostri progenitori, i nostri fratelli e sorelle,
e noi, tuoi servitori, che per grazia dello Spirito Santo
ci volgiamo a Te con pentimento sincero,
possiamo sperimentare la tua misericordia e ricevere
il perdono dei nostri peccati.
Noi te lo chiediamo per mezzo di Cristo nostro Signore.
Amen.
(Pausa di silenzio)
Preghiamo:
Dio Padre Onnipotente, donaci la grazia di presentarci umilmente al tuo cospetto e di implorare il tuo perdono per le offese contro di Te e contro i nostri fratelli e sorelle. Noi non siamo stati custodi della Tua creazione e, specialmente nella Tua Terra Santa, abbiamo intrapreso guerre, compiuto violenza, abbiamo insegnato il disprezzo per i nostri fratelli e sorelle, offendendo profondamente Te, Padre di tutti noi. Donaci la grazia di impegnarci nuovamente per “agire con giustizia, amare la misericordia, e camminare umilmente con il nostro Dio” (Michea 6,8) per mezzo di Cristo nostro Signore. Amen.
Breve intermezzo musicale
Parte terza: Invocazione per la pace (in arabo)
Lettura da una preghiera di San Francesco d’Assisi
O Signore, fa’ di me uno strumento della tua Pace:
Dove è odio, fa’ ch’io porti l’Amore,
Dove è offesa, ch’io porti il Perdono.
Dove è discordia, ch’io porti l’Unione.
Dove è dubbio, ch’io porti la Fede.
Dove è errore, ch’io porti la Verità.
Dove è disperazione, ch’io porti la Speranza.
Dove è tristezza, ch’io porti la Gioia.
Dove sono le tenebre, ch’io porti la Luce.
O Maestro, fa’ ch’io non cerchi tanto:
Essere consolato, quanto consolare.
Essere compreso, quanto comprendere.
Essere amato, quanto amare.
Poiché è
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.
(Pausa di silenzio)
Preghiamo:
O Dio, Padre Onnipotente, noi qui riuniti ti preghiamo di trasformarci in strumenti della Tua pace, assetati di giustizia, capaci di perdono e fautori di riconciliazione. Converti i nostri cuori all’azione del Tuo Spirito, apri i nostri occhi per vedere la Tua immagine nel volto di ogni persona, muovi le nostre mani ad unirsi a quelle dei nostri fratelli e sorelle, per costruire insieme un mondo dove tutti possano vivere in pace. Benedici la Terra Santa, affinché da quella Terra benedetta la pace possa giungere fino ai confini del mondo. Nel nome di Cristo nostro Signore. Amen.
Meditazione musicale cristiana

Terzo momento: comunità musulmana

Parte prima: Ringraziamento per la Creazione (in arabo)

Sia lode a Dio, che ha creato il cielo e la terra, che ha convertito le tenebre in luce, che ha fatto sorgere tutte le cose dal nulla, che ha creato noi quale parte migliore della creazione, che ci ha dato forma nella migliore delle forme, dotandoci di udito, vista, intelligenza e cuore. Benedetto sia Dio, sommo Creatore.
O Dio, sia lode a Te, O Signore, lode a Te, O Creatore del cielo e della terra, O Tu che conosci l’ignoto e il manifesto. O Signore e Sovrano di tutte le cose, nel testimoniare che non c’è altro Dio al di fuori di Te e che Tu sei Unico, noi cerchiamo rifugio in Te dal male in noi stessi e dal male di Satana, dai suoi associati, dalla sua bestemmia e dalle sue mormorazioni, e cerchiamo rifugio in Te dalla mancanza di fede e dalla miseria, e cerchiamo rifugio in Te per non far ricadere il male su noi stessi e su nessun altro.
O Dio, sia lode a Te, grande lode, bene e benedizione, noi Ti lodiamo per tutte le grazie che ci hai concesso, visibili e invisibili, nella religione e nel mondo, per le Tue grazie così numerose, che non si possono contare, e Ti chiediamo, Signore nostro, che esse durino in eterno, siano preservate e benedette, e ci aiutino a ricordarci di Te, a ringraziare Te, a meglio adorare Te, fino a che noi Ti adoriamo, Ti ricordiamo e Ti ringraziamo come Tu desideri, sia lode a Te, O Signore, come si conviene allo splendore del Tuo volto e alla grandezza della Tua potenza.
O Dio, Tu sei capace di tutto e noi non siamo capaci di nulla, Tu possiedi tutto e noi non abbiamo nulla, Tu sai tutto e noi non sappiamo nulla, Tu sai cose nascoste, noi Ti lodiamo, Ti ringraziamo per tutti i doni di cui ci hai colmato e per tutto quello che hai fatto per noi, nella religione e nel mondo. Sia lode a Te, Signore nostro, dall’inizio e d’ora in poi, lode a Te, nei tempi buoni e nei tempi cattivi, e sia lode a Te finché non sarai appagato, lode a Te finché non sarai compiaciuto, lode a Te, dopo essere stato compiaciuto; non c’è potenza, non c’è forza, se non in Te.
Breve intermezzo musicale
Parte seconda: Richiesta di perdono (in arabo)

 

O Dio, nostro Signore e nostro Dio non c’è altro dio al di fuori di Te, Tu ci hai creato e noi siamo tuoi servitori, e ci rimettiamo a Te come meglio possiamo, troviamo rifugio in Te dal male che abbiamo commesso, torniamo a Te per mezzo della grazia che Tu ci hai conferito, e rifuggiamo dalle nostre colpe e dai nostri peccati, perdonaci, poiché non c’è nessun al di fuori di Te che perdoni i peccati.
O Dio, nostro Signore, Dio, il cui nome è santificato nei cieli, la Tua autorità è in cielo e in terra, e dato che la Tua misericordia è in cielo, fa’ che la Tua misericordia sia manifesta sulla terra, perdona le nostre colpe e i nostri peccati, Tu sei il Signore di coloro che sono buoni, inondaci con la Tua misericordia, con il Tuo perdono, con la Tua bontà e la Tua guarigione, Tu, il più Misericordioso di tutti.
O Dio, suscita in noi il desiderio di dire la verità, di compiere il bene, di istruire nella virtù, di porre fine a tutto ciò che è proibito, cercando il Tuo generoso Volto, O Padrone di splendore ed onore, fa’ che noi compiamo soltanto il bene per il bene di tutti, di tutte le genti, rimuovendo l’ingiustizia dagli oppressi, per ricevere la Tua misericordia che comprende tutte le cose. Aiutaci, O Signore, a fare bene ciò che è giusto, nella giustizia e nella carità, e a porre fine all’indecenza, a tutto ciò che è proibito, al male, all’ingiustizia, all’aggressione.
O Dio, noi cerchiamo rifugio in Te per non perderci e per non essere traviati, per non cadere e per non far cadere, per non compiere il male e per non far subire il male, per non commettere violenze e per non far commettere violenze contro di noi, perdonaci tutti i peccati che abbiamo commesso in tutto questo. O Dio, che sei il più Misericordioso di tutti, poiché la nostra speranza è nella Tua misericordia, e noi temiamo i Tuoi castighi, tienici lontani dagli ingiusti e dai violenti. O Signore del mondo, aiutaci a venire in soccorso di coloro che sono ingiustamente oppressi, in modo che Tu ci conceda in ciò la Tua misericordia, il Tuo perdono e il Tuo compiacimento.
Breve intermezzo musicale
Parte terza: Invocazione per la pace (in arabo)
Lode a Dio, misericordioso, compassionevole, re, santo, pacifico, fedele, sovrano, prezioso, potente, grandioso, creatore, ideatore, formatore. O Dio, Tu sei pace, e la pace proviene da Te, e a Te la pace ritorna. Tu sei benedetto e Tu sei glorificato, O Padrone di splendore e di onore, ispiraci, O Signore, con la pace e rivelaci la pace e rendici abitatori del regno della pace, fra coloro che non vivono nella paura e nel dolore. O Dio, cerchiamo rifugio in Te dall’ingiustizia e dall’oppressione, dall’illegittima aggressione, e noi Ti chiediamo, Signore nostro, di farci percorrere il retto cammino, di non perderci e di non farci cadere, credendo in Te e confidando in Te. Guidaci, O Signore, alle parole più preferibili, guidaci, O Signore, agli atti più perfetti, guidaci, O Signore, alla morale migliore, perché nessuno al di fuori di Te può guidarci, e Tu sei capace di fare tutte le cose.
O Dio, rendici, O Dio, inclini verso tutto ciò che è buono, avversi a tutto ciò che è cattivo, Ti chiediamo di indicarci tutto ciò che è buono e giusto. Donaci, O Dio, sicurezza, pace, tranquillità e fede, per noi e per la nostra gente, le nostre famiglie, i nostri padri e le nostre madri, i nostri figli e le nostre figlie, e per tutta l’umanità e per tutte le nazioni, tutte le creature della Tua grande creazione. Donaci, O Signore, il bene in questo mondo e nell’altro, e proteggici dal tormento del fuoco.
O Dio, porta la pace nella terra della pace, O Padrone di splendore ed onore, rimuovi l’ingiustizia dagli oppressi in questa terra, nutri il tuo popolo che ha fame, e proteggilo dalla paura, tienilo lontano dal male e da coloro che commettono il male, dagli aggressori iniqui, O Signore dei Mondi.
Meditazione musicale musulmana

Bartolomeo a Roma per l’incontro per la pace in Medio Oriente

8 giugno 2014 at 16:21

23052014-MAB_5612ROMA – Il patriarca ecumenico Bartolomeo è arrivato ieri sera Roma, per partecipare alla preghiera per la pace di questa domenica, su invito del Papa Francesco. Il Pontefice ha invitato anche il presidente israeliano Shimon Perez e il palestinese Mahmoud Abbas, per pregare per la pace nel martoriato Medio Oriente , dove l’elemento cristiano sta per scomparire.

Nella sua lettera d’invito, papa Francesco dice che la presenza di Bartolomeo è “un atto di continuità del loro comune pellegrinaggio di Gerusalemme…. Un vero dono”. Nel messaggio, il Pontefice ringrazia Bartolomeo per la sua insistenza nel realizzare l’incontro di Gerusalemme “che è stato un vero dono del Signore per venerare insieme quei santissimi luoghi e unirci in preghiera sul luogo del Sepolcro di Cristo, fondamento della nostra speranza”.

Bartolomeo ha sottolineato che la preghiera di questa domenica – riferisce Nat da Polis di Asianews – assume un significato molto importante che va oltre i risultati immediati: esso vuole dimostrare che tocca ai cristiani il compito privilegiato di essere la vera voce della pace nel mondo, nel rispetto dei dettami del nostro Signore espressi nella tradizione apostolica della vera Chiesa unita.

Insomma, la vera unità tra i cristiani costituisce il vero catalizzatore per la vera pace nel mondo ed è l’unica risposta ai problemi esistenziali del nostro piccolo pianeta. A chi tra i cristiani è titubante verso queste iniziative, il patriarca ecumenico ha ripetuto quanto detto a Gerusalemme: “Ho camminato con mio fratello Francesco su questa Terra Santa non con i timori di Cleopa e Luca nel loro cammino verso Emmaus (cfr Luca 24, 13-35), ma ispirato dalla viva speranza, come ci insegna Nostro Signore “.

Nella visione di Bartolomeo, anche la preparazione e la celebrazione di tutti i cristiani per i 1700 anni del Concilio di Nicea – di cui si è parlato a Gerusalemme con il papa – rientra nel cammino per la pace del mondo.

Papa Francesco per la pace: ‘La parola che ci fa incontrare sia: Fratello!’

8 giugno 2014 at 16:19

unnamed (1)CITTA’ DEL VATICANO – La parola che ci fa incontrare sia “fratello”, lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Signore donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace. Queste le parole centrali dell’intervento di Papa Francesco al termine dell’invocazione per la pace realizzata questa domenica sera nei Giardini Vaticani.

Ecco il Testo integrale della parole pronunciate da Papa Francesco

Signori Presidenti, Santità, fratelli e sorelle,

con grande gioia vi saluto e desidero offrire a voi e alle distinte Delegazioni che vi accompagnano la stessa calorosa accoglienza che mi avete riservato nel mio pellegrinaggio appena compiuto in Terra Santa.

Vi ringrazio dal profondo del cuore per aver accettato il mio invito a venire qui per invocare insieme da Dio il dono della pace. Spero che questo incontro sia un cammino alla ricerca di ciò che unisce, per superare ciò che divide.

E ringrazio Vostra Santità, venerato Fratello Bartolomeo, per essere qui con me ad accogliere questi illustri ospiti. La Sua partecipazione è un grande dono, un prezioso sostegno e testimonianza del cammino che come cristiani stiamo compiendo verso la piena unità.

La vostra presenza, Signori Presidenti, è un grande segno di fraternità, che compite quali figli di Abramo, ed espressione concreta di fiducia in Dio, Signore della storia, che oggi ci guarda come fratelli l’uno dell’altro e desidera condurci sulle sue vie.

Questo nostro incontro di invocazione della pace in Terra Santa, in Medio Oriente e in tutto il mondo è accompagnato dalla preghiera di tantissime persone, appartenenti a diverse culture, patrie, lingue e religioni: persone che hanno pregato per questo incontro e che ora sono unite a noi nella stessa invocazione. È un incontro che risponde all’ardente desiderio di quanti anelano alla pace e sognano un mondo dove gli uomini e le donne possano vivere da fratelli e non da avversari o da nemici.

Signori Presidenti, il mondo è un’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri antenati, è vero, ma è anche un prestito dei nostri figli: figli che sono stanchi e sfiniti dai conflitti e desiderosi di raggiungere l’alba della pace; figli che ci chiedono di abbattere i muri dell’inimicizia e di percorrere la strada del dialogo e della pace perché l’amore e l’amicizia trionfino.

Molti, troppi di questi figli sono caduti vittime innocenti della guerra e della violenza, piante strappate nel pieno rigoglio. E’ nostro dovere far sì che il loro sacrificio non sia vano. La loro memoria infonda in noi il coraggio della pace, la forza di perseverare nel dialogo ad ogni costo, la pazienza di tessere giorno per giorno la trama sempre più robusta di una convivenza rispettosa e pacifica, per la gloria di Dio e il bene di tutti.

Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d’animo.

La storia ci insegna che le nostre forze non bastano. Più di una volta siamo stati vicini alla pace, ma il maligno, con diversi mezzi, è riuscito a impedirla. Per questo siamo qui, perché sappiamo e crediamo che abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Non rinunciamo alle nostre responsabilità, ma invochiamo Dio come atto di suprema responsabilità, di fronte alle nostre coscienze e di fronte ai nostri popoli. Abbiamo sentito una chiamata, e dobbiamo rispondere: la chiamata a spezzare la spirale dell’odio e della violenza, a spezzarla con una sola parola: “fratello”. Ma per dire questa parola dobbiamo alzare tutti lo sguardo al Cielo, e riconoscerci figli di un solo Padre.

A Lui, nello Spirito di Gesù Cristo, io mi rivolgo, chiedendo l’intercessione della Vergine Maria, figlia della Terra Santa e Madre nostra.

Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica!

Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani. Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino. Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen.

(servizio in aggiornamento)

Invocazione per la pace: la fede entra nella storia

8 giugno 2014 at 16:18

10344825_726429704088127_3279937315942279408_nPACEM IN TERRIS – L’iniziativa “Invocazione per la pace”, alla quale Papa Francesco ha invitato i presidenti Shimon Peres e Mahmoud Abbas e alla quale partecipa anche il Patriarca Bartolomeo, si svolge nei Giardini Vaticani. Il primo ad arrivare è stato il presidente israeliano Peres, alle 18.10 circa, seguito dopo una ventina di minuti dal presidente Abbas.

Il Papa li ha accolti entrambi con un caloroso abbraccio all’ingresso di Casa Santa Marta. Ha avuto un colloquio prima con Peres e poi con Abbas in una sala di Santa Marta, proprio sotto il quadro che raffigura Maria che scoglie i nodi, cui Francesco è molto devoto. Verso le 18.45 circa, i tre si sono incontrati nella hall di Santa Marta ed è presente anche il Patriarca Bartolomeo, arrivato a Roma ieri e che risiede a Santa Marta. Peres e Abbas si sono scambiati un cordiale abbraccio. L’uno ha detto: “I’m glad to see you” e l’altro ha risposto: “I’m glad to see you too”. Poi in un pulmino bianco si sono trasferiti al luogo dell’incontro.

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Il luogo dove l’evento avviene è un bel prato triangolare che si trova tra la Casina Pio IV, l’Accademia delle Scienze, e i Musei Vaticani. Questo triangolo è orientato verso la cupola di San Pietro. L’incontro avviene tra due siepi molto alte, quindi è un ambiente raccolto.

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Sono presenti le delegazioni e i cantori. C’è un’introduzione musicale, una breve monizione in inglese che spiega lo svolgimento dell’evento, e poi ci sono tre momenti che si svolgono in ordine cronologico delle tre religioni, cioè prima il momento dell’ebraismo, poi quello del cristianesimo e poi quello dell’islam. Lo schema è ternario: prima un momento di ringraziamento per la Creazione, poi un momento di richiesta di perdono, poi un momento di invocazione per la pace. Vi sono degli interludi musicali.

Dopo questi tre momenti, c’è di nuovo un breve intervento del lettore che fa la monizione in inglese e introduce l’ultimo momento, che sono i tre interventi del Santo Padre, del presidente Peres e del presidente Mahmud Abbas.

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Dopo avere fatto i loro tre interventi, c’è un gesto di pace – probabilmente una stretta di mano comune – e poi c’è il gesto del piantare un ulivo. Dopo le delegazioni passano a salutare il Papa, i due presidenti e il Patriarca Bartolomeo. I quattro protagonisti dell’incontro si recano presso l’Accademia delle Scienze dove c’è un incontro riservato. Dopo questo colloquio Peres e Abbas lasciano il Vaticano mentre il Papa e il Patriarca rientrano a Santa Marta.

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La pace che il mondo attende per il Medio Oriente: Papa Francesco ci prova!

8 giugno 2014 at 16:17

unnamed - CopiaCITTA’ DEL VATICANO – L’evento è storico, sia per la portata spirituale, sia per quella socio-politica. Lo sforzo di mettere intorno ad una preghiera di invocazione al Dio di tutte le religioni i leader di Israele e Palestina è uno dei primi frutti del viaggio di Papa Francesco in Terra santa, senza considerare la straordinaria presenza del Patriarca Bartolomeo.

Non sarà un pomeriggio a risolvere una questione complicata, ma la strada è sicuramente la migliore: pregare. E mi tornano in mente le migliaia città che in questi anni hanno pregato contemporaneamente (l’ultima domenica di gennaio) per la pace in Terra Santa – Adorazione Eucaristica per 24 ore e Chiese aperte. La prossima giornata, la VII sarà il 25 gennaio 2015. Ormai il cammino della pace è sulla strada dell’unica via di pace: il Dio della pace.

I presidenti Shimon Perese e Mahmoud Abbas arriveranno in Vaticano intorno alle 18 e il Papa li riceverà all’ingresso di Casa Santa Marta e s’intratterrà con loro per un breve colloquio nella hall, prima con l’uno e poi con l’altro. Alle 18.45 si unirà a loro il Patriarca ecumenico Bartolomeo. La celebrazione di preghiera avrà luogo nei Giardini Vaticani, con inizio previsto alle ore 19. Ebrei, cristiani, musulmani, insieme, alterneranno preghiere a brevi momenti musicali. Al termine di ogni momento, una meditazione che sarà – rispettivamente – ebraica, cristiana e musulmana. Nell’ultimo momento, il Papa interverrà con la sua invocazione della pace e inviterà i due presidenti a fare altrettanto. Alla fine, ci sarà un gesto di pace, con la partecipazione di Bartolomeo. Infine il Papa accompagnerà il Patriarca e i due presidenti a piantare un ulivo. Dopo il saluto delle delegazioni, i protagonisti dell’incontro si sposteranno alla Casina Pio IV per un incontro privato.

“Siamo convenuti in questo luogo, israeliani e palestinesi, ebrei, cristiani e musulmani, per offrire la nostra preghiera per la pace, per la Terra Santa e per tutti i suoi abitanti”. Comincerà con questo annuncio l’“Invocazione per la pace” in Terra Santa, da parte degli esponenti delle tre religioni – ebraica, cristiana, musulmana – che si susseguiranno in ordine cronologico, nel momento di preghiera nei Giardini Vaticani domenica alle 19. “Con Papa Francesco, che ha fortemente voluto questo momento – si legge nell’introduzione, diffusa oggi dalla sala stampa vaticana insieme a tutti gli altri testi – il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli e tutti i presenti, il presidente Shimon Peres e il presidente Mahmoud Abbas si uniranno a noi in preghiera, esprimendo il desiderio che i loro rispettivi popoli affidino a Dio la comune ed ardente aspirazione alla pace”. L’incontro si svolgerà in tre tempi, a cui seguirà una conclusione, ed ogni tempo sarà suddiviso in tre parti: la prima sarà “un’espressione di lode a Dio”, la seconda una richiesta di perdono “per tutte le volte in cui abbiamo mancato di comportarci come fratelli e sorelle e per i nostri peccati contro Dio e contro il nostro prossimo” e la terza “un’invocazione a Dio affinché ci conceda il dono della pace in Terra Santa e ci renda capaci di essere costruttori di pace”. di Daniele Venturi (fonte Agenzia Sir)

La copertina grafica è stata realizzata da Alessandro Ginotta, responsabile dell’Ufficio Stampa dei Papaboys

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PUOI SEGUIRE QUI LA DIRETTA DELLA PREGHIERA DALLE ORE 18 DI QUESTA DOMENICA 8 GIUGNO 2014

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Domenica 8 Giugno: il Papa con Peres e Abbas invocano la pace

7 giugno 2014 at 16:32

Nel corso del briefing tenuto ieri in Vaticano, padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, e padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, hanno presentato l’iniziativa “Invocazione per la pace” (8 giugno, ore 19) alla quale Papa Francesco ha invitato i presidenti d’Israele e Palestina, Shimon Peres e Mahmoud Abbas. “Non una preghiera interreligiosa ma una comune invocazione di pace che ebrei e palestinesi fanno a Dio”, ha precisato il custode.

Un prato verde-. Un prato triangolare, delimitato da due alte siepi e da una strada, che si trova tra la Casina Pio IV dell’Accademia delle Scienze e i Musei Vaticani. Si svolgerà all’aperto la tanto attesa “Invocazione per la pace” promossa da Papa Francesco. Un triangolo verde, ha spiegato padre Lombardi, orientato verso la Cupola di san Pietro, dunque di grande suggestione visiva, dove sul lato destro troverà posto il presidente israeliano Peres, su quello sinistro l’omologo palestinese Abbas, con Bartolomeo I, patriarca ecumenico, “in posizione distinta”. Poi tre momenti con questa successione cronologica, “comunità ebraica, comunità cristiana, comunità musulmana” durante i quali “una alla volta pregherà a suo modo e nella sua lingua in presenza di tutti”. A scandire i tempi melodie caratteristiche suonate da quartetti d’archi, clarinetto e violino, arpa e flauti. Si parte, alle ore 19, con la comunità ebraica che reciterà, in lingua ebraica, una Preghiera (creazione), cui seguirà un breve passaggio musicale, quindi una preghiera di richiesta di perdono, un breve passaggio musicale, una preghiera d’invocazione alla pace e, infine, una meditazione musicale ebraica. Medesimo schema ripetuto anche per la comunità cristiana e quella musulmana. Verranno letti testi della tradizione ebraica, cristiana e musulmana, ma ci saranno anche brani di Giovanni Paolo II e di san Francesco d’Assisi. Successivamente un lettore, in lingua inglese, introdurrà l’ultimo momento della celebrazione che comincerà con l’invocazione della pace di Papa Francesco che successivamente inviterà i due presidenti a fare altrettanto. Infine, con il Papa e il Patriarca, i presidenti Peres e Abbas scambieranno un gesto di pace, quindi Francesco accompagnerà il Patriarca e i due presidenti a piantare un ulivo, simbolo di pace.
Sognare la pace-. “Riaprire strade per fare sognare la pace che non si fa solo nei salotti dei potenti ma anche nell’incontro tra la gente. Questa è stanca di negoziati senza fine e, alcuni pensano, senza sbocchi”. È questo per padre Pizzaballa il senso dell’Invocazione di domenica. Un incontro che, per il custode, “vuole essere una pausa rispetto alla politica. Il Papa – ha spiegato il francescano – non vuole entrare nel merito del conflitto israelo-palestinese. Francesco non entrerà mai in una discussione sui confini e gli insediamenti. Egli desidera che si alzi, tutti insieme, lo sguardo”. Insomma, “è un invito alla politica a fare anche loro una pausa per guardare in alto e dall’alto la realtà della Terra Santa”. “Nessuno ha la presunzione di dire che dopo l’incontro scoppierà la pace in quei martoriati paesi ma si vuole cercare di dare un respiro ampio che manca ormai da tempo e una visione dall’alto e verso l’alto, senza dimenticare l’impatto che può avere questo incontro sulle opinioni pubbliche”. Sarà un’invocazione di pace senza nessuna dichiarazione politica come testimoniato dal fatto che i due presidenti saranno accompagnati dai rispettivi staff, ma non da rappresentanti politici. “I due leader – ha ricordato Pizzaballa – non sono religiosi ma sono credenti e si uniranno a questa invocazione di pace” che, è stato sottolineato, “non è un atto liturgico, non è una preghiera interreligiosa ma una comune invocazione di pace che ebrei e palestinesi fanno a Dio”. Si spiega così la composizione delle rispettive delegazioni (15-20 persone) nelle quali “ci saranno rappresentanti delle rispettive comunità. Abbas e Peres rappresentano anche i cittadini del proprio Paese credenti di altre religioni. Si tratta, ripeto, di israeliani e palestinesi che pregano Dio e invocano la pace. E lo fanno per i loro popoli senza distinzioni”. Da padre Lombardi, infine, è arrivata anche la conferma della “partecipazione spirituale del Papa Emerito Benedetto XVI”. di Daniele Rocchi per l’Agenzia SIR

 

Ordinari di Terra Santa chiedono di pregare per la pace

7 giugno 2014 at 16:30

Papa Francesco, omelia a BetlemmeUna vera e propria mobilitazione di preghiera per rispondere all’appello di Papa Francesco che domenica 8 giugno, incontrerà in Vaticano per un forte momento di spiritualità i presidenti di Israele e Palestina, Shimon Peres e Mahmoud Abbas. “Non lasciateci soli, pregate perché il Signore doni pace a questa terra benedetta”, era stato l’appello del Pontefice subito raccolto dall’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa, che hanno inviato una lettera ai parroci, ai movimenti, alle comunità religiose, alle famiglie e a tutti gli uomini di buona volontà, con alcune richieste per condividere questa preghiera.

Nella lettera – riferisce l’agenzia Sir – si invitano i parroci ad elevare preghiere per la pace nelle Messe di domenica, ai giovani viene chiesto di promuovere Veglie di preghiera la sera di sabato 7 giugno, alle famiglie di accendere una lampada ed esporla domenica sulla finestra centrale di casa. A tutti i fedeli, “e agli uomini di buona volontà”, gli Ordinari chiedono di “rispettare due minuti di silenzio e di preghiera al momento del suono delle campane, previsto per le ore 19, suggerendo di spegnere telefonini, radio e tv, interrompere eventuali conversazioni e, laddove possibile, fermare l’automobile”.